Un teatro stabile nel carcere di Opera (Milano)

Oltre trecento posti per gli spettacoli in cartellone. Ma regole rigide per gli spettatori
Una sala rinnovata da 350 posti, non male per un teatro di periferia, equamente divisi: metà delle poltrone riservate al cosiddetto «pubblico civile», l’altra metà ai detenuti. È lo Stabile di Opera, inteso come teatro della Casa di Reclusione di Milano-Opera dove, dal 13 novembre all’11 dicembre andrà in scena il festival «Prova a sollevarti dal suolo», rassegna promossa dalla direzione del carcere e dalla compagnia Opera Liquida diretta da Ivana Treffel. Quattro gli spettacoli in cartellone, il primo «Anime cosmiche» avrà per protagonisti sette detenuti di Opera, anche autori del testo, l’ultimo, «Ma i sogni li ho presi?», scritto da Roger Mazzarro, ex detenuto del carcere che reciterà con altri tre ex ospiti della Casa. L’obiettivo del progetto è «donare a Milano un nuovo teatro stabile e funzionante all’interno del carcere e aperto alla società civile», spiega Treffel. Biglietti e abbonamenti (comprese riduzioni per under 14, studenti e over 60), come in un teatro normale, sono già in prevendita. Per prenotarli è necessario accreditarsi su http://www.operaliquida.it. A differenza di qualsiasi altro teatro, all’ingresso gli spettatori dovranno consegnare un documento d’identità che verrà trattenuto per tutta la durata degli spettacoli. Vietato introdurre in sala materiale elettronico (smartphone, tablet, computer), cavi e oggetti da taglio, compresi i prodotti da unghie. Anche in teatro valgono le regole del carcere.

Corriere Milano in prima ma senza foto.

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