Grandi Direttori cercasi!

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Dagli Uffizi a Capodimonte grandi direttori cercasi il bando è sull’“Economist”
Parte il concorso internazionale per 20 istituzioni eccellenti E Natali si ricandida a Firenze: “Nessuno è più competente”
DARIO PAPPALARDO
«NESSUNO che si è occupato di Coca Cola o di frigoriferi guiderà un museo italiano. E comunque la parola “manager” non vuol dire “diavolo”». Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini mette le mani avanti, prima di presentare il bando internazionale che va alla ricerca di 20 nuovi super direttori di altrettanti grandi musei: dagli Uffizi, alla Galleria Borghese; dall’Accademia di Venezia a quella di Firenze; da Brera agli archeologici di Taranto e Reggio Calabria; dal Palazzo Reale di Genova a Capodimonte. Il testo con i requisiti per partecipare, già scaricato migliaia di volte nella giornata di ieri, compare sull’ Economist di oggi. La domanda scade il 15 febbraio. C’è tempo poco più di un mese. E il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, già si candida per continuare a ricoprire il suo ruolo. Per partecipare, oltre a una laurea specialistica, occorrono «particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali». Sono ammessi a concorrere dirigenti del ministero o quanti hanno ricoperto ruoli dirigenziali per almeno cinque anni nel settore; accademici e ricercatori. Il Mibact prevede che i vincitori, in carica per quattro anni, si insedieranno a giugno. Occuperanno, come dirigenti di prima fascia del ministero, le poltrone di 20 musei statali per la prima volta sganciati dalle soprintendenze. Avranno un loro bilancio, un loro statuto e un loro cda. Per loro, insomma, la parola d’ordine sarà “autonomia”. Anche se il personale dipenderà ancora dal Mibact, con tutti i vincoli che questo comporta. «È un bando unico al mondo, non è mai capitata un’occasione di questo tipo per uno storico dell’arte o un architetto – dice il ministro – Mi auguro che ci sia un rientro di cervelli in Italia, come è accaduto per il direttore dell’Egizio di Torino, o l’arrivo di grandi nomi internazionali. Ma tutti dovranno conoscere la storia dell’arte del nostro Paese».
Per la prima volta uno dei grandi musei statali potrà essere guidato da un nome straniero, è vero. Ma siamo sicuri che un professionista internazionale si accontenti di 78mila euro “lordi” all’anno? A tanto ammonta lo stipendio di chi dirigerà 13 dei musei della lista. Per gli altri 7 (Borghese, Uffizi, Gnam, Accademia di Venezia, Capodimonte, Brera, Reggia di Caserta), considerati di prima categoria, si sale a 145 mila.
Un primo candidato ufficiale al concorso internazionale già c’è: è Antonio Natali, che punta a essere confermato alla Galleria degli Uffizi di Firenze: «Concorro per dignità: non posso fare il vice di nessuno. Difficile trovare qualcuno che abbia le mie stesse competenze», dice chiaro. «È importante che essere straniero non sia considerata una virtù – continua – In tanti hanno da imparare dagli italiani. I grandi musei, parlo per gli Uffizi, e per la mia esperienza, hanno bisogno di autonomia. Oggi sono sottoposti a troppi vincoli: i direttori della National Gallery o del Louvre non hanno tanti impedimenti». Proprio sugli Uffizi Franceschini dice: «Abbiamo avuto proposte di portare il marchio del museo all’estero: su questo siamo cauti». Per adesso Michelangelo non andrà ad Abu Dhabi. Dalla riforma restano fuori realtà cruciali come Pompei e il Colosseo e Foro Romano. Per loro la gestione non cambierà: resteranno soprintendenze archeologiche autonome. Le loro direzioni non saranno messe al bando. «Lì resterà la procedura amministrativa dell’interpello, che non esclude in direttore esterno». Colosseo e Foro Romano avranno un nuovo dirigente dal primo febbraio. Per Pompei bisognerà aspettare il 2016, la conclusione del Grande Progetto di restauro.
L’interpello a cui parteciperanno i dirigenti del ministero è lanciato anche per coprire le direzioni dei 17 Poli Museali Regionali nati con la riforma. Qui le caselle secondo le previsioni ottimistiche del Collegio Romano saranno riempite entro il primo febbraio. Tutta da definire ancora la questione dei servizi aggiuntivi dei musei. «Non esiste una struttura pubblica per questo. Si è solo in mani private con gare vecchissime e lunghissime proroghe – precisa il ministro – Abbiamo incaricato la Consip, la società dello Stato che gestisce le gare pubbliche, per portare avanti entro i prossimi mesi un percorso su questo tema da risolvere con la massima trasparenza ».
Sul “caso Francesco Prosperetti” – il funzionario dei Beni culturali che ha fatto ricorso per essere stato escluso dalla Direzione generale per l’Arte e l’Architettura Contemporanee, dopo aver ricevuto una telefonata che lo informava del contrario – si attende la prossima udienza del Tar fissata il 15 gennaio. Franceschini aspetta: «Quello non era un concorso pubblico, ma una prerogativa del ministro», fanno sapere dal Mibact .
 
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