Multe agli automobilisti : le best practices sono di Francia e Germania.

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La Cassazione sui semafori “Solo 3 secondi per il giallo” .Multe in arrivo, ora è caos.
“Tempo sufficiente a fermarsi”. Ma non ci sono norme certe e uniformi E nel nostro Paese dal 2009 a oggi contravvenzioni aumentate del 987%.
Leggete questo breve articolo di Vincenzo Borgomeo Repubblica.

ROMA . Caos multe in arrivo: il tempo del semaforo giallo ora — per una storica sentenza della Cassazione — potrà passare da 4 a 3 secondi in mezza Italia. Una differenza enorme se pensiamo per esempio che il sindaco di Chicago, regolando il tempo del giallo da 3 a 2,9 secondi ha incassato 8 milioni di dollari in più in un anno e che l’Italia solo recentemente ha automatizzato i controlli sui semafori. Sulle nostre strade dal 2009 a oggi il numero di contravvenzioni è così cresciuto del 987 per cento, mentre nello stesso periodo in Germania l’aumento è stato dell’11 e in Francia del 30%… Siamo dunque “sotto torchio”, ma la Cassazione ha comunque deciso che 3 secondi sono più che sufficienti per fermarsi. «E ovviamente ha ragione — spiega l’ingegnere Luigi Lucchini, ad della Scae, azienda leader in Europa nella costruzione dei semafori — ma questo varrebbe in un Paese “normale” dove i limiti vengono rispettati ed esistono leggi precise sul tema». Da noi invece no: siamo nella più totale anarchia e non è un caso che la stessa Cassazione per arrivare a questa sentenza, e quindi cercare di fare un po’ d’ordine, si sia dovuta rifare ad uno studio del Cnr. Non va poi dimenticato il fatto che in Italia dal 2010 c’è una legge che obbliga i Comuni a destinare i proventi delle multe per iniziative per di sicurezza stradale che però risulta inapplicabile per mancanza di decreti attuativi. Così i proventi delle contravvenzioni vengono messi a bilancio e servono spesso per fare cassa: il rischio quindi che questa possibilità di accorciare il tempo del giallo si trasformi in una trappola, senza alcun beneficio per la sicurezza stradale, è reale. Da noi infatti la metà dei semafori è regolata sui 3 secondi e l’altra sui 4, con percentuali quasi inesistenti di quanti (siamo nell’ordine dell’1 per cento) arrivano a 5. Ma non è tutto perché poi come spiega l’ing. Lucchini, «abbiamo città come Milano e Firenze dove i semafori sono tarati sul giallo da 3 secondi, altre (come Roma) uniformate sui 4 secondi». Una differenza non da poco che solo in parte viene giustificata dalle diverse esigenze di traffico. Lo studio del Cnr a cui si fa riferimento indica infatti durate di 3, 4 e 5 secondi per velocità dei veicoli in arrivo pari, rispettivamente, a 50, 60 e 70 km/h. E poi in presenza di traffico pesante con mezzi di lunghezza massima pari a 18,75 metri (autobus, filobus, camion ecc.) è indicata una durata di 4 secondi anche per velocità di 50 km/h. Così, in mancanza di una norma certa, in prossimità del giallo il comportamento dei nostri automobilisti è quasi sempre lo stesso: accelerano per passare (nella speranza che il giallo sia lungo a sufficienza). Il che sarebbe anche lecito, a patto però di aver impegnato già l’incrocio, non quando mancano ancora diversi metri al semaforo. Non solo, perché considerata la carenza legislativa, il passaggio con il rosso viene contestato quasi sempre: 8 volte su 10 per la precisione… Ecco perché a breve è facile aspettarsi una pioggia di contravvenzioni e altrettanti ricorsi. Eppure già oggi ogni anno vengono notificate agli automobilisti italiani circa 78 milioni di multe, ovvero più di 215 mila al giorno, una ogni due secondi, che fruttano alle casse statali tre miliardi di euro. Un ulteriore aggravio da questo punto di vista sarebbe davvero insopportabile e non è un caso che tempo fa siano stati perfino chiesti a gran voce il blocco degli aumenti automatici delle sanzioni e introdotti sconti per chi paga subito la contravvenzione. L’infrazione di cui parliamo, il passaggio con semaforo rosso, costa infatti da 162 a 216 euro e la perdita di sei punti sulla patente. Tanti, soprattutto di questi tempi.

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