USA : la nave va !

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In USA i dati della occupazione, della crescita del PIL ed oggi anche dell’aumento delle retribuzioni danno ragione e merito alla cura Obama, decritta nell’articolo allegato di Rampini.
Wal-Mart cede a Obama aumenti di stipendio per i 500 mila dipendenti
FEDERICO RAMPINI
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK .
Per Barack Obama è un successo quasi insperato. L’azienda che più di ogni altra s’identifica con il neoliberismo della destra repubblicana, cede alla campagna del presidente per l’aumento dei salari. Il colosso della grande distribuzione Wal-Mart annuncia che le retribuzioni dei suoi 500.000 dipendenti a tempo pieno saranno «del 24% superiori al salario minimo federale ». La notizia è stata accolta con stupore negli Stati Uniti, dove Wal-Mart era da decenni un simbolo dell’avarizia dei datori di lavoro. I sindacati sono esclusi dai suoi ipermercati, chi abbia la tessera delle Union non viene assunto. Il basso livello dei salari in passato aveva portato a delle aberrazioni: i meno pagati fra i fattorini e cassiere di Wal-Mart avevano diritto a sussidi pubblici come i buoni-pasto (food stamp) e all’assistenza sanitaria del programma Medicaid riservato ai poveri. Di fatto, quindi, Wal-Mart scaricava sullo Stato (cioè il contribuente) una parte del reddito di sussistenza dei propri dipendenti.
I consumatori che vanno a far la spesa da Wal-Mart si rallegrano per i bassi prezzi — la catena di ipermercati importa così tanto dalla Cina che se fosse una nazione sovrana figurerebbe tra i primi 10 partner di Pechino — ma non si rendono conto che un parte dello sconto lo pagano con le proprie tasse, sussidiando inso direttamente i profitti. Si capisce perché l’annuncio di ieri abbia suscitato tanto scalpore. Nell’immediato i meglio remunerati tra i dipendenti di Wal-Mart passano da 12 a 13 dollari di paga oraria, contro i 7,25 del minimo federale, mentre i lavoratori a part-time salgono a 10 dollari. L’aumento minimo è quindi dell’8,2%, anch’esso sostanzio- visto che la crescita media delle retribuzioni Usa si attesta sul 2,2% annuo. Altri aumenti sono annunciati per il 2016 da Wal-Mart.
Il colosso della grande distribuzione è uno dei maggiori datori di lavoro del paese. Non è in realtà il primo a cambiare passo sui salari. Altre grandi aziende che hanno fatto notizia per lo stesso motivo sono il gruppo di abbigliamento Gap, la catena di ipermercati discount Costco, la compagnia assicurativa Aetna. Nessuno aveva però la valenza politica di Wal-Mart. Come si spiega questa improvvisa “generosità”? E’ poco probabile che siano stati gli appelli di Obama a smuovere la situazione, anche se sul tema delle diseguaglianze sociali e dei “lavoratori poveri” il presidente si è speso molto. La verità è che dopo più di 5 anni di ripresa, quasi 12 milioni di posti di lavoro creati, e il tasso di disoccupazione sceso al 5,7%, cominciano ad esserci i primi segnali di scarsità della manodopera. I rapporti di forze tornano ad essere leggermente meno sfavorevoli per i dipendenti. Il grande assente resta comunque il sindacato, con un tesseramento che ormai rappresenta solo un decimo della forza lavoro.
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