Musei, si cambia verso e marcia!

922e7-90195547frn2z8d9
Musei, oltre 1200 i candidati per le direzioni
Sono 80 le domande dall’estero Saranno bandite le gare per i servizi.

Sono 1222 le domande per andare a dirigere i venti musei e siti monumentali che godranno di ampia autonomia e saranno sganciati dalle soprintendenze. Di queste domande 80 vengono dall’estero. Riservatissimi i nomi. Sono tante? Sono poche? Per il ministro Dario Franceschini è un risultato “enorme”. Anche se forse ci si attendeva qualcosa in più da altri paesi. Ieri è stata anche nominata la commissione di esperti che le valuterà: la presiede Paolo Baratta, attualmente al vertice della Biennale, e ne fanno parte Lorenzo Casini, stretto collaboratore di Franceschini, Claudia Ferrazzi, Luca Giuliani e Nicholas Penny, già direttore della National Gallery. Nei prossimi giorni verranno anche designati i dirigenti di seconda fascia, soprintendenti, direttori di biblioteche, archivi e poli museali regionali. Sono 135, distribuiti in tutte le regioni. Franceschini fa il punto sull’andamento della riforma in occasione di un altro passaggio del suo progetto di riscrittura del sistema dei beni culturali: l’accordo con la Consip che bandirà le gare per i servizi aggiuntivi – fra i quali bookshop, biglietteria, ristoranti – dei 430 musei statali. La Consip è la società del ministero dell’Economia che supporta le amministrazioni pubbliche per l’acquisto di beni e servizi. Il sistema è attualmente affetto da gravi distorsioni, ha detto Franceschini, più volte denunciate dalla Corte dei Conti. Sessantanove sono i contratti in proroga. Né Franceschini né Domenico Casalino, ad di Consip, si sbilanciano sulle cifre. Ma in passato si è parlato di un potente balzo in avanti quanto a incassi: dai 380 milioni attuali a 2 miliardi. Previsioni concrete o pure aspirazioni? Alla Consip lavorano dal 2009 su questi temi, dice Casalino. Sia lui che il ministro sono convinti che musei più accoglienti avranno un forte incremento di visitatori. Per Franceschini è fondamentale introdurre nel settore «trasparenza e risparmi» e anche ribaltare il rapporto che vede i concessionari dei bookshop incassare il 70 per cento dell’ammontare complessivo rispetto allo Stato che si limita al 30 (fatti salvi i costi). Stando alle elaborazioni del ministero, dei 46 milioni incassati da tutti i servizi aggiuntivi lo scorso anno, solo poco più di 6 sono entrati nelle casse dello Stato. Il resto, meno del 90 per cento, è andato ai privati. La trattativa fra ministero e Consip è proseguita per mesi. Il punto più delicato era l’appalto per i servizi spiccatamente culturali (laboratori didattici e mostre, per esempio). Per i quali la Consip procederà solo in base a un progetto dei direttori dei singoli musei.

FRANCESCO ERBANI la Repubblica
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...