Tombini di ghisa ma griffati per beneficenza!

Tombini “griffati” in Montenapoleone l’arte è open air

LAURA ASNAGHI
Da martedi il cuore del Quadrilatero diventa così una galleria “open air” dove sarà divertente camminare con gli occhi fissi a terra e scoprire i tombini che parlano di moda. Salvatore Ferragamo ha incorniciato il Duomo e le sue guglie con una fascinosa giungla metropolitana, tema che domina spesso nelle sue collezioni. Prada ha scelto di rappresentarsi con un vortice optical. Donatella Versace ha esaltato la medusa, storico logo della maison, nella sua versione barocca, elaborato con colori brillanti. Ermenegildo Zegna, il re dei più bei tessuti con cui vengono confezionati gli abiti, ha fatto un tributo al cachemire, con l’effige di una capra. Laura Biagiotti, nota collezionista di Giacomo Balla, ha ripreso una delle opere del maestro futurista con pesci e animali.
Ogni tombino ha una sua storia e quello di Dsquared2 è centrato sull’immagine stilizzata dei due gemelli, Dean e Dan Caten, fondatori del marchio, nati in Canada da una famiglia di origini italiane. Trussardi che ha come simbolo il levriero non poteva non avere come decor un cane, dipinto in quattro pose diverse. Missoni propone una travolgente onda di colori, la stessa che campeggia sulle sue maglie dai colori fiammati. Just Cavalli, grande fan del maculato, stampa che ha decretato la fortuna del suo marchio, si fa rappresentare da una bellissima tigre. Emilio Pucci riproduce una delle sue storiche stampe d’archivio, con geometrie colorate. Brunello Cucinelli usa lo skyline di Milano tracciato con un filo di cachemire, il materiale pregiato delle sue maglie. Nella gallery del “tombino art” figurano anche Etro, Larusmiani, Costume National, Moschino, 10 Corso Como, Iceberg, Hogan, Alberta Ferretti, Valentino, Giuseppe Zanotti. Gli ultimi due tombini sono stati disegnati dai due fashion designer, Alessandro Garofalo e Santi, alpatrocinato lievi dell’Istituto Marangoni.
«Convincere gli stilisti non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta con quasi due anni di lavoro e con la stretta collaborazione di Mario Boselli, il presidente e della Camera della moda» spiega Monica Nascimbeni, ideatrice di questo progetto, basato sui tombini, tutti pezzi unici, che a gennaio 2016, dopo quasi dieci mesi di esposizione, saranno restaurati e battuti all’asta da Christie’s. Il ricavato sarà devoluto a favore di Oxfam, l’organizzazione no profit che sostiene le donne di tutto il mondo in difficoltà.
«Questa edizione di “Tombini art” è speciale – spiega Alberto Trondoli, l’ad di metroweb – e serve a celebrare la moda, una delle eccellenze milanesi, anche in vista dell’Expo». E Cristina Tajani, l’assessore alla Moda del comune di Milano, che ha questa iniziativa, aggiunge: «Questo è un progetto che esalta la città creativa della moda con quella intelligente delle fibre ottiche. E l’arte dei tombini disegnati dagli stilisti porta il gusto del bello direttamente nelle strade del Quadrilatero, frequentato non solo dai milanesi ma anche dai turisti che arrivano a Milano da tutto il mondo».
 

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