Maserati sbanca all’estero a partire dagli USA !

Le vendite nel 2014 sono cresciute del 137% con un 30% in USA grazie al forte richiamo del #madeinitaly !

Maserati formato Usa immagine e italianità così la casa di Modena ha sedotto gli americani DANIELE P. M. PELLEGRINI  Forse c’è bisogno di volare tanto alto, ma salire ai 2500 metri di Aspen con una Ghibli aiuta a capire i perché del successo Maserati negli Usa e non solo. Portare il Tridente in una località celebre ed esclusiva, al pari di Cortina o San Moritz, non è semplicemente una questione di promozione locale ma soprattutto la ricerca di un confronto con una clientela Usa ma con una più spiccata attitudine internazionale e con la predilezione per l’exotic. Infatti dal punto di vista automobilistico Aspen-Colorado è una specie di territorio franco. Una “Land of quattro”, grazie all’accordo con Audi, dove però la polizia usa Land Rover e la maggioranza dei negozi chic sono di celebri marchi italiani; lo scenario giusto dove una Maserati Q4 a trazione integrale si trova perfettamente inserita. Maserati Usa qui è quasi di casa, perché da un paio d’anni organizza eventi promozionali di grande successo che coinvolgono clienti, operatori e appassionati nei due mesi clou della stagione sciistica, effettuando fino a 700 prove su strada, e qui trova la condizione giusta per verificare peso ed evoluzione dell’immagine nel mercato che ad oggi, con ben il 30% delle vendite globali, è il primo al mondo per il marchio. Tutti pazzi per il Tridente sulla neve? Quella che non troppo tempo fa poteva sembrare una follia è una lucida realtà frutto della «piccola» Maserati, strumento chiave per allargare il territorio di azione del marchio e proporre il primo gradino per i clienti in cammino verso l’esclusività. Per un europeo, escluso il fatto di essere guardato con ammirazione, guidare una Ghibli nelle strade americane è una frustrazione, in perenne instabile equilibrio fra il rischiare l’arresto e il «ma cosa l’ho presa a fare?» Per un americano invece è tutto un altro discorso e guidare una Maserati è edonismo puro votato all’esibizione e all’autogratificazione, al limite escludendo a priori il piacere della guida come lo intendiamo noi. Per lui il bello della Maserati sta nell’immagine storica (in un Paese dove un secolo di storia è un privilegio straordinario), nel senso di sportività che esprime in sé e per sé. Chi è l’americano che scegliere Maserati invece di Audi, Bmw, Mercedes, Jaguar o magari del solito vistoso megaSuv made in Usa? Secondo i manuali del marketing il cliente tipo Usa è ricco (ma anche non ricchissimo), maschio, giovane, aspirazionale, individualista e un po’ alternativo; possiede altre 2 o 3 automobili e quando guida una Maserati raggiunge una forte forma di autogratificazione, che gli addetti ai lavori spiegano così: «Non gli interessano tanto le prestazioni e non necessariamente sgasa o schizza al semaforo; per esempio è molto attratto dalla possibilità di cambiare il suono allo scarico con un bottone anche se non lo usa, gli basta il pensiero. « In pratica la Maserati rappresenta per lui una specie di patente di sportività d’élite, che non deve essere dimostrata perché il cliente ne è consapevole e sa che anche gli altri lo sanno. E tanto basta. Oltre all’immagine strettamente automobilistica c’è però un’altra componente fondamentale, l’italianità intesa come rappresentazione del buon gusto e della qualità della vita che crea un collegamento automatico con i grandi brand del lusso nazionale, non a caso a partire da Ermenegildo Zegna che firma le apprezzatissime versioni speciali. Il punto di vista americano pesa sul successo della Maserati in misura proporzionale ai volumi, ma non è il solo da tenere in considerazione, perché per esempio in Cina (che vale per il 25%) l’atteggiamento è diverso, come spiega Christian Gobber, fresco presidente di Maserati Usa proveniente proprio dall’altro grande mercato. «In Cina non ci sono rendite di posizione e l’immagine te la devi creare e coltivare giorno per giorno. La Ghibli per i cinesi di successo rappresenta il primo passo verso l’esclusività, elitaria ma non inaccessibile; sono clienti appassionati e giovanissimi (l’età media è di 38 anni) che amano le belle cose italiane e amano guidare». Ma gli esami non finiscono mai e il successo nei due più grandi mercati al mondo, se insegna le potenzialità di Maserati, non garantisce nulla e infatti la cassa integrazione dichiarata a sorpresa in questi giorni insegna altre cose. Che il brand fino ad ora ha beneficiato dell’effetto sorpresa in un settore consolidato, mentre il lavoro vero comincia adesso, pensando a quando il nuovo cliente Maserati dovrà decidere se considerarla solo un’avventura o farne la compagna della propria vita automobilistica.

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