Best practice dei writers a Milano

Questa bellissima notizia pochi media l’hanno data, nessuno in prima pagina. Solo noi!  Fatela conoscere a tutti i vostri amici!
I writers insegnano al Liceo artistico così la street art si apre al quartiere da Repubblica Milano
I writers più famosi di Milano per due giorni fianco a fianco con gli studenti dell’artistico di via Padova. Sarà un murales lungo 35 metri e a circondare il liceo Caravaggio e ci saranno le firme di Pao, Bros, Tomoko Nagao e Miste Wany. Domani e venerdì pomeriggio, saranno al lavoro insieme alle classi dell’istituto superiore per dare un nuovo volto alle mura della scuola, cercando di rappresentare attraverso l’arte le tante anime di una delle vie più multietniche della città. Nei mesi scorsi i ragazzi hanno incontrato gli street artist a scuola e hanno preparato insieme a loro i bozzetti delle creazioni che verranno riprodotte in grande lungo tutto il muro di cinta dell’istituto.
Fra questi c’è il grande volto degli studenti guidati da Pao, che ha occhi, naso, bocca, orecchie, ognuno con tratti tipici di un Paese diverso come se fosse un mosaico. O le due mani che si stringono a vicenda con decorazioni arabeggianti che prenderanno forma dalle bombolette e dai colori del gruppo di lavoro che vede a capo Miste Wany. Circa otto metri a testa per ogni “tassello” colorato dell’opera che a breve abbraccerà la scuola. A finanziare il tutto, il consiglio di Zona Due, che ha fornito vernici, stencil e tutto il materiale necessario, mentre il Pio istituto dei sordi, la struttura che ospita il liceo, si è impegnato a fare in modo che la superficie di mattoni dove lavoreranno writer e studenti fosse pulita e predisposta a dovere, con la prima mano di bianco già passata e pronta. Il progetto, che coinvolge gli studenti del terzo, quarto e quinto anno dell’artistico, si chiama “Tutto il mondo sulle mura del liceo” e vuole essere soprattutto un percorso di integrazione, non solo in chiave etnica e verso il quartiere. Al lavoro per rendere possibile la nascita del murales anche gli studenti disabili che frequentano l’istituto, impegnati in questi mesi nei laboratori di preparazione necessari e presenti insieme ai compagni anche nei prossimi due giorni in cui si passa alla fase pratica: si lavora dalle due e mezza fino a sera, meteo permettendo. «L’arte non può che essere uno strumento di integrazione — spiega Giuseppe Ritondale, insegnante del gruppo Arte e Culturazione che sta dietro al progetto — le firme della street art insegnano ai nostri ragazzi i trucchi del mestiere è un modo per spiegare la differenza fra un tipo di arte, quella di strada, e quelle schifezze di tag che imbrattano la città e non rappresentano nulla».
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