Hollywood riscopre Roma!

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Da Ben Hur a Stiller gli studios tornano sui set a Cinecittà!
Da 50 anni non si vedevano scenografie così imponenti.
Il Tax credit attirerà altri kolossal.
 Ben Stiller fissa orgoglioso l’obiettivo nel selfie che lo riprende di fronte all’ingresso del Teatro 8 di Cinecittà: «Primo giorno di riprese! Finalmente giriamo questo film!», twitta felice. L’inquadratura non è il massimo, si è tagliato via il mento ma farà sicuramente di meglio a partire da oggi sul set di Zoolander 2, seguito della sua commedia campione d’incassi 15 anni fa, atteso nei cinema di tutto il mondo per febbraio 2016. Con lui sul set c’è Owen Wilson, che a sera i paparazzi trovano spesso nei bar di Trastevere. Dopo le corse pazze dello 007 Daniel Craig in Aston Martin sul Lungotevere, dopo il Gesù Bambino di Christ the Lord le cui riprese si sono appena concluse a Cinecittà, anche Stiller ha voluto per il suo film i gloriosi teatri di posa su via Tuscolana, ennesimo caso nell’ormai folta colonia di cinematografari americani e inglesi tornati negli ultimi mesi a girare a Roma, come ai tempi della Cinecittà bella e famosa che negli anni 50 e 60 tutti chiamavano “la Hollywood sul Tevere”. Non solo commedie, è di nuovo kolossal: negli studios la Metro Goldwyn Mayer sta producendo in questi giorni il remake di Ben Hur sceneggiato dal premio Oscar John Ridley, con Morgan Freeman e con Jack Huston nel ruolo che fu di Charlton Heston. Le bighe corrono sulla stessa sabbia di allora. Scenografie sontuose: le maestranze hanno ricostruito Gerusalemme com’era prima della conquista romana, e alla fine saranno 50 i milioni di euro spesi solo per le riprese a Cinecittà, dopo il primo set tra i sassi di Matera. Le grandi major, dalla Paramount alla Metro Goldwyn Mayer, hanno investito a Roma negli ultimi sei mesi oltre 150 milioni di euro: «Sono appena tornato da un giro promozionale a Los Angeles per convincere altri studios a investire da noi, dopo che per cinque anni mi ero tenuto lontano dall’America», spiega l’amministratore delegato, Giuseppe Basso. «Prima c’era poco da dire, il fatto è che in altri paesi le facilitazioni fiscali erano più forti delle nostre e non bastava vantare tradizione e meriti artistici. Dalla scorsa estate abbiamo a disposizione l’arma efficace delle facilitazioni fiscali per il cinema: per fare un esempio, Ben Hur prenderà, grazie al decreto ArtBonus, circa 14 milioni di credito fiscale, un anno fa ne avrebbe presi 5; e si consideri che con quei 9 milioni di differenza in Italia ci si girano altri 8 film». Tra l’altro, Cinecittà è entrata attivamente nella produzione di Ben Hur : «Oltre che ospitare le riprese nei teatri di posa e realizzare con le nostre maestranze le scenografie, stiamo producendo il film con la Mgm con due nostre società (Filmmaster production e Cinecittà Studios) che sfruttano a loro volta pienamente il tax credit, cumulando 10 milioni di euro ciascuna per servizi di produzione esecutiva. Siamo i primi ad applicarlo in Italia e in America l’hanno apprezzato molto ». Hollywood è tornata sul Tevere? «Erano 50 anni che a Cinecittà non si vedevano scenografie così imponenti. Vedrete: il tax credit attirerà in futuro soprattutto i kolossal».
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