Nuova luce e nuovi orari per il Cenacolo di Leonardo

A Parigi molti vanno anche solo per vedere la Gioconda di Leonardo al Louvre.
A Milano molti verranno ( o dovrebbero ) venire anche solo per ammirare l’Ultima Cena di Leonardo e il Cenacolo di Santa Maria delle Grazie. Un’opera ed un complesso architettonico che da soli valgono un viaggio o una tappa a Milano ,anche dopo Expo.
Ora le nuove luci al led e i nuovi orari di apertura renderanno più bello ed accessibile il capolavoro.
Una nuova luce per il Cenacolo. Un sistema a led di nuovissima generazione che restituisce i colori originali di Leonardo, consuma meno e aiuta a creare le condizioni microambientali adatte per conservare l’opera. C’era anche il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, alla presentazione del nuovo impianto di illuminazione nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, dove sembra vicina l’operazione Ultima Cena by night per l’Expo. «Il Cenacolo ha dei criteri di conservazione e di delicatezza che impongono un numero molto controllato di visitatori, ma questo non impedisce di allungare le ore di visita », ha detto Franceschini. È in fase di chiusura, infatti, l’accordo con uno sponsor che permetterà di recuperare risorse per riuscire a posticipare, a partire da maggio, l’orario di chiusura almeno fino alle 22 (ma potrebbe slittare anche più in là) e di tenere aperto anche il lunedì pomeriggio, per consentire a più persone possibili, in visita a Milano, di vedere l’opera. Aperture straordinarie che il ministro vorrebbe che venissero confermate, compatibilmente con i problemi di personale, anche dopo l’Esposizione universale: «Il flusso di turisti comincerà con Expo e non finirà mai», ha commentato, definendo l’Ultima Cena di Leonardo come «simbolo e vetrina principale per i viaggiatori che arriveranno in città», per i mesi di Expo e non solo. «Siamo in attesa delle ultime conferme ma ci sono buoni segnali », ha precisato la direttrice del nuovo polo museale regionale, Sandrina Bandera, che ha poi presentato il sistema di luci definendolo «una nuova pagina della storia dell’arte, dopo il restauro dell’opera». L’impianto è stato realizzato dall’azienda iGuzzini che, in accordo con la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici, ha adottato l’opera vinciana. Gli interventi hanno riguardato tutto il refettorio e il grande salone in cui i Padri domenicani consumavano i loro pasti. «La collaborazione tra pubblico e privato è un atto dovuto — ha commentato Franceschini — le risorse private non sostituiranno mai quelle pubbliche, ma possono integrarle ». Le difficoltà per dare una nuova luce al Cenacolo non sono state poche: «Bisognava fare i conti con la ricchezza dei giochi di ombra e luce voluti dal maestro», ha spiegato il direttore del Cenacolo, Giuseppe Napoleone. Leonardo aveva previsto diversi punti di luce nel dipinto, che andava però illuminato dal basso «per evitare elementi tecnologici fra l’opera e il visitatore» ha sottolineato il sovrintendente dei Beni architettonici e paesaggisti, Alberto Artioli. L’obiettivo era ottenere un sistema non invasivo. Per dare un’illuminazione uniforme cercando di far risaltare ancora di più i colori, soprattutto i rossi. Fra gli architetti, gli storici dell’arte, i restauratori che hanno dato il loro contributo, anche gli occhi di Pinin Brambilla, «che li ha posati per venti anni sul dipinto, nel corso del difficile restauro che ha eseguito», hanno spiegato. Il nuovo sistema è a basso consumo e garantisce un’emissione di calore minore rispetto al vecchio, a fluorescenza, che risaliva a quindici anni fa, permettendo di non turbare i parametri previsti all’interno del Refettorio, dove per questo motivo le visite sono contingentate: si entra a gruppi di 25 persone e per non più di 15 minuti.
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