Milano s’è desta!

Il Comune e i cittadini scendono in strada per pulire e curare la città nella operazione  #BellaMilano, non solo in centro ma anche nelle periferie!

Passateparola!

Luca Formenton “Colpita al cuore la città ha reagito”

ARMANDO BESIO
«Un bel  segnale di coscienza civica. Ma ci sarebbe stata la stessa mobilitazione se i black bloc anzichè le strade del centro avessero devastato via Padova o viale Monza?» .

Se lo chiede, «a rischio di sembrare populista», Luca Formenton, milanese doc, uno che l’anima della città, culturale e solidale, ce l’ha nel sangue. Nipote di Arnoldo Mondadori, editore in proprio con “il Saggiatore” (fondato dallo zio Alberto), è figlio di Cristina, presidente della Fondazione Benedetta d’Intino che aiuta i bimbi malati. Dubbi sulla manifestazione di ieri? «Ma no. Anzi. E’ stato bello che la città abbia deciso di reagire. E forse lo ha fatto in maniera così convinta proprio perchè la violenza l’aveva colpita nel suo cuore. Una violenza assurda, fuori dal tempo. Assurde anche le polemiche contro la polizia. Ha evitato una tragedia come al G8 di Genova». Milano ha ritrovato la sua anima, come raccomandava il cardinale Scola, al quale Pisapia replicava che un’anima la città l’ha sempre avuta? «Va dato atto a questa amministrazione di aver restituito ai milanesi in senso di appartenenza. Lo dico anche come uno degli organizzatori di Book City. Abbiamo organizzato eventi in tanti luoghi dimenticati. Dalla riscoperta e riappropriazione della città nasce la passione per la sua difesa» Milano sta vivendo una stagione culturale intensa. «Dopo anni di piattezza e di corto respiro si sta ritrovando il gusto del progetto. Non siamo ancora tornati ai grandi tempi del sindaco Tognoli, quando le iniziative culturali si progettatavano con quattro-cinque anni di anticipo. Ma stiamo capendo che la cultura non è solo uno spot effimero. Vedi il nuovo museo della Pietà Rondanini, ideato da Boeri e portato a termine dal suo successore Del Corno ». Il ministro Franceschini ha detto che Milano potrebbe diventare leader europea della cultura per i prossimi dieci anni. «A patto che trovi un un respiro veramente internazionale. Su alcune cose siamo ancora provinciali» Per esempio? «Le beghe alla Scala durante la successione tra Lissner e Pereira. E certi aspetti irrisolti della new town tra Isola e Porta Nuova ». Lei che è editore, quali libri suggerirebbe di (ri)leggere per ritrovare l’anima di Milano? «”Il fabbricone” di Testori. E “Uomini e no” di Vittorini ». Vittorini abitava in viale Gorizia, di fronte alla Darsena. A due passi da casa sua. Le piace la nuova Darsena? «La trovo bellissima. Certo, tutto si può migliorare. I ponti sui Navigli, per esempio. Ed è vero che il progetto è minimalista. Ma viva il sobrio minimalismo se l’alternativa è terrificante».

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