Egualitarismo e istruzione nel mondo che corre

Una lettera a Repubblica e la risposta di Augias alla stessa riassumono, secondo noi, tutti i temi e i limiti della attuale polemica sulla scuola.
Aggiungiamo come corollario e dati oggettivi solo due punti : la spesa pubblica per la scuola deve essere portata in Italia a livello dei migliori paesi UE e gli stipendi degli insegnanti pure. Previo selezione di merito e con graduazioni per fasce di materie.
Egualitarismo e istruzione
Piero Sammartino —
Caro Augias, ho passato la vita nella Cgil scuola ed ho scelto la pensione quando i sindacati decisero di affossare la riforma del ministro Berlinguer — un disegno lungimirante. Fino al 1973 i presidi potevano dare la qualifica agli insegnanti e questo aveva un qualche peso nel progresso della carriera. Molti presidi abusavano dello strumento ricattando insegnanti poco accondiscendenti, altri davano “ottimo” a tutti. Lo strumento fu considerato inadeguato dai sindacati Scuola e nel primo contratto — appunto nel ‘73 — ne ottennero l’abolizione. Nello stesso contratto furono richiesti e poi istituiti gli Organi Collegiali; tra questi, il Comitato di Valutazione per gli insegnanti rimasto peraltro inattivo e relegato alla funzione marginale e irrilevante di controllo dei servizi prestati. Considerato inutile, fu poi abolito. Prevalse l’argomento che gli insegnanti devono essere tutti uguali, anche se non lo sono — e gli studenti lo sanno. Nel ‘76 si discusse la proposta di differenziare la figura degli insegnanti; proposta bocciata nelle assemblee. Nell’estate del ‘99 con la sinistra al governo e un ministro illuminato si istituirono le prime figure di coordinamento progettando un “Concorsone” per premiare i migliori. I sindacati che l’avevano già approvato, si rimangiarono il consenso: il “Concorsone” non si fece più. Conclusione: nella scuola non si può toccare l’egualitarismo. pierosam@libero.it Nei molti anni di redazione di questa rubrica, mai avevo ricevuto un tale numero di lettere. Del resto il lavoro di molti insegnanti è insegnare a scrivere ed è quindi giusto che, in un momento come questo, scrivano. Mi dispiace di non poter citare nemmeno le firme dei mittenti che, nella diversità delle opinioni, tutti ringrazio. Ho scelto (molto riassumendo e omettendo) la lettera del prof. Sammartino perché ricostruisce un percorso storico che — a memoria di cronista — sembra accurato. I tentativi di riforma che vengono citati, considerati con il senno di poi, mettono a nudo un meccanismo psicologico entrato in azione anche oggi di fronte all’annunciata riforma, discutibile che sia. Ciò che si teme è una qualunque forma di valutazione che distingua i migliori dagli altri. I sindacati ovviamente concordano e fanno il loro lavoro, sono lì per quello. La scuola invece si gioverebbe di una valutazione differenziata. Lo stesso vale per il preside. Se si vuole che un’istituzione, pubblica o privata, funzioni, dev’esserci un responsabile. Può sbagliare? Certo. Favoritismi? Pavidità? Succede dovunque. Infatti il responsabile va anch’egli controllato — vale sempre il famoso Quis custodiet ipsos custodes? Resta che il principio di egualitarismo assoluto degli anni Settanta del XX secolo ha voluto dire per lo più “immobilismo militante” — mentre il mondo correva.

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thebrightside@outlook.it

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2 pensieri su “Egualitarismo e istruzione nel mondo che corre

  1. A fronte di una analisi e di una argomentazione corrette, con le quali da vecchia insegnante concordo pienamente, rimane un enorme nodo che per ora sembra lontano dall’essere non sciolto ma neppure notato: Sulla base di quali criteri saranno valutati i docenti? E questa domanda ne ha dietro un’altra ben più complessa: Quale idea di scuola si vuole portare avanti? C’È un PROGETTO dietro ai facili slogan della buona scuola? Se e’ così ed è chiaro, la valutazione e’ sacrosanta …
    Secondo problema: chi valuterà i dirigenti, e sulla base di quale progetto di scuola? Prima occorreva chiarire e sciogliere questi due nodi, tutto il resto poi sarebbe stato consequenziale. Noi insegnanti teniamo il solito enorme pasticci all’italiana, e la nostra storia ne è piena, in cui per inseguire il nuovo distruggiamo anche le cose buone, ma vecchie.
    E nella scuola cose buone ve ne sono ancora molte, riforme nonostante
    Ciao, buona giornata 😊

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