Quando in prima pagina?

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Repubblica pubblica a pagina 20 un importante articolo sui silenzi imbarazzati ed imbarazzanti di Confindustria sulle collusioni e implicazioni con la mafia.
 Perchè le buone notizie sono sempre da ricercare come aghi nei pagliai?  Perchè notizie cosi non sono in prima pagina? Nel frattempo le mettiamo  noi di TBS!
Per ripartire il nostro Paese ha bisogno anche di un giornalismo che metta in prima pagina questi articoli!
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QUELLE CONDANNE ECCELLENTI E I SILENZI DI CONFINDUSTRIA
di ATTILIO BOLZONI
Sono travolti dagli scandali e stanno zitti. Precipitano nelle indagini e stanno zitti. Qualcuno di loro è già stato condannato – come è accaduto ieri a Salvo Ferlito, presidente dei costruttori siciliani e di diritto nella giunta di Confindustria Sicilia – e stanno sempre zitti. Fanno finta di niente, a Palermo e anche a Roma. A turno si scambiano «solidarietà » uno con l’altro, si autoassolvono, non vogliono mollare le posizioni di potere che hanno conquistato in nome di un’antimafia tutta a loro uso e consumo. Il silenzio degli imprenditori – in Sicilia ma anche in viale dell’Astronomia – rischia oggi di cancellare ogni credibilità su quell’avventura nata nel 2005 con la rivolta nell’isola, la ribellione al racket. E’ un silenzio che dura da molti mesi e che segnala nei fatti (e non nei proclami sempre più vuoti) l’abbandono della strada del cambiamento. Preferiscono galleggiare fra sospetti e intrallazzi piuttosto che schierarsi, proprio come accadeva trenta e passa anni fa in una Palermo soffocata. Non si dimette il presidente dei costruttori Salvo Ferlito, pena a tre anni «solo» per una truffa a un’azienda confiscata a un boss ma assolto dall’avere favorito la mafia. Un comportamento che la dice lunga sul personaggio e anche su coloro che gli permettono di stare in quel posto. E’ tutto un «sistema» che sta franando e sta mostrando il suo vero volto. Ci sono ormai troppi componenti di Confindustria in Sicilia – e al di là di quello che decideranno i giudici nei singoli casi – che sono invischiati in faccende sconce. Il suo presidente Antonello Montante è indagato per concorso esterno e, senza vergogna sua e di chi glielo consente, continua a conservare la delega alla Legalità per Confindustria nazionale. Il commissario di Confindustria Siracusa Ivo Blandina è a processo per una truffa di 552 mila euro ai danni della Regione. Altri due rappresentanti della giunta regionale di Confindustria sono oggetto di attenzioni investigative, sempre di mafia. Il presidente di Confindustria Palermo Alessandro Albanese, secondo un pentito molto attendibile – Nino Giuffrè – è lì anche perché era gradito a una fazione di Cosa Nostra. A Pietro Funaro, che era il vice di Ferlito all’associazione costruttori, nel 2014 hanno sequestrato 25 milioni di euro riconducibili agli amici di Matteo Messina Denaro. E questo è solo l’elenco ufficiale. Campioni dell’antimafia sotto inchiesta per mafia. Con un codice etico che vanno sbandierando per tutta Italia ma che per loro, i capi di Confindustria, è solo carta straccia. Si coprono a vicenda. Muto tu e muto io. Solo la commissione parlamentare della presidente Bindi ha avuto l’intelligenza politica e il fiuto di aprire un’inchiesta su questo inganno, l’antimafia che indaga sull’antimafia. Quello che può apparire un paradosso svela al contrario pericolosi trasformismi. Per il resto, omertà e paura.
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