Good news : per una volta a pagare sono le Banche!

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Avete già letto questa good news sulla prima pagina di quale media o la avete sentita nei titoli di apertura dei TG?
Scandalo cambi Multa da 5,6 miliardi di dollari a 5 banche ma non pagano i veri colpevoli
Patteggiano Jp Morgan, Rbs, Barclays Citigroup e Ubs evitando così processi e carcere per i manager LA FANTASIA dei nomi gli mancava, non trovarono di meglio: “The Cartel”, decisero di chiamarsi quando formarono il loro cartello oligopolistico. Dal 2007, per anni truccarono uno dei più grossi mercati del mondo: le operazioni sui cambi. Ora le cinque banche protagoniste hanno ammesso la loro colpevolezza, e sono state colpite da una sanzione record. 5,6 miliardi di dollari, equamente ripartiti fra indennizzi alle loro vittime, e una multa da 2,5 miliardi che entrerà nelle casse del Tesoro americano. I reprobi sono due colossi di Wall Street, JP Morgan Chase e Citigroup, e due di Londra, Barclays e Royal Bank of Scotland. Il quinto è la svizzera Ubs che però se la cava con un castigo più lieve: perché è lei ad avere svuotato il sacco per prima, rivelando l’entità della truffa agli inquirenti Usa. Lo scandalo è immenso, vista l’importanza del mercato dei cambi che muove transazioni per 5.300 miliardi dollari ogni giorno. Si tratta di una congiura criminale alla pari con quella che manipolò il tasso Libor. «Una sfrontata esibizione di raggiri e collusioni», l’ha definita la nuova ministra della Giustizia Loretta Lynch. Sugli scambi tra euro e dollaro, i trader di queste banche usavano una chat-room e un linguaggio cifrato. Ma la severità esemplare della pena non è una garanzia che la malapianta sia estirpata. Dopotutto le banche hanno già pagato molto, per questo genere di indagini su varie malversazioni, compresi i mutui subprime. La loro attitudine a delinquere non sembra scalfita. La ragione? Le multe le pagano prima gli azionisti, poi i clienti attraverso un aumento dei costi. Non uno dei banchieri responsabili è finito o finirà in carcere. La scelta di patteggiare pene pecuniarie, è una certezza d’immunità perpetua per i veri colpevoli. Si sta rivelando come il vero limite della giustizia americana. In nome dell’efficienza, della velocità, e nell’interesse del contribuente, il governo Usa massimizza l’incasso di multe e i titoli sui giornali. Ma non costituiscono un disincentivo per i chief executive, i cui bonus continuano a salire indisturbati.
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