Come difendersi dai furti di identità

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Adesso la truffa corre sui social Il furto d’identità ha sottratto oltre 171 milioni
Il dati 2014 rilevati dal Crif fotografano un fenomeno che colpisce sempre di più ROMA.
La truffa corre sul social network e si nutre delle innocenti informazioni postate su Facebook o fornite attraverso incaute risposte date a false e-mail. Il risultato è che il business dell’illecito basato sul furto d’indentità cresce a vista d’occhio, si allarga alle cittadine di provincia e punta ad importi sempre più elevati. Secondo l’Osservatorio del Crif nel 2014 i casi di frode creditizia sono stati più di 25.500 con una perdita economica stimata oltre i 171 milioni di euro. Vittime preferite sono i lavoratori autonomi e i liberi professionisti: un terzo dei frodati appartiene a queste categorie o almeno così dichiara (anche per evitare controlli attraverso il datore di lavoro). La tipologia di credito più a rischio è di gran lunga il prestito finalizzato (il 78,3 per cento dei casi), pur se l’incidenza di tale truffa sul totale risulta in lieve calo. Sempre più frequente sono però anche le frodi perpetrate sul leasing delle auto, sui prestiti personali e sui mutui. Il Crif fa notare che, nella grande maggioranza dei casi, le truffe in questione riguardano importi non troppo elevati: nel 41,4 per cento dei casi il valore è inferiore ai 1.500 euro, ma le fasce a più alte crescita sono proprio quelle più elevate. Fra il 2013 e il 2014 le truffe per importi compresi fra i 10 mila e i 20 mila euro sono lievitate del 42 per cento. Si ruba l’identità e si commette frode creditizia soprattutto per acquistare elettrodomestici (dai dati Crif la voce copre oltre il 43 per cento dei casi), prodotti elettronici e informatici, smartphone e tablet in testa. Ma non ci si fanno troppi scrupoli nemmeno per auto e moto ( 8,5 per cento), mobili e arredi ( 4,5) o viaggi e svaghi: quasi nel 4 per cento dei casi la truffa è perpetrata per pagarsi vacanze e intrattenimenti. Trentaquattro volte su cento la frode creditizia viene scoperta entro i primi sei mesi, ma se è vero – come sottolinea il Crif che ormai molti istituti di credito si sono dotati di sofisticati strumenti di controllo, più a rischio sono i punti vendita dove è possibile attivare a distanza un finanziamento per acquisti a rate di beni e servizi.
Come difendersi da tutto ciò?
Il Crif detta poche semplici regole: fare attenzione alle informazioni date nei profili pubblici, variare le password. E distruggere smarphone e tablet una volta inutilizzati: c’è chi va a raccogliere le informazioni nella spazzatura.

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