Milano, navigli riaperti e navigabili!

Esiste il piano tecnico e la volontà politica della Giunta ma la attuazione richiede fondi al momento non disponibili.

“Quando ci saranno i soldi navigheremo sull’acqua”

IL PROGETTO/PRESENTATO IL DOSSIER DI FATTIBILITÀ TECNICA PER RIAPRIRE I NAVIGLI ITECNICI dicono che è possibile, e lo studio di come si potrebbe fare finalmente esiste. Ora per trasformare in realtà il sogno di riscoprire e rinavigare i Navigli serve la spinta politica e, soprattutto, trovare almeno 406 milioni. Il progetto completo è nel dossier di 700 pagine di fattibilità tecnica sui Navigli messo a punto da un team di esperti, architetti, ingegneri idraulici, universitari, molti giovani. Lo ha presentato Antonello Boatti di Italia Nostra alla commissione consiliare Urbanistica. Il piano racconta di come si possono scoprire 7,7 chilometri di canale, chiusi a partire dal 1929, ricollegando così la Martesana al Naviglio Grande e al Pavese. E, soprattutto, come questo tratto dei Navigli potrebbe tornare a essere percorso da battelli da 36 posti lunghi 12 metri e larghi quasi tre. Con questo percorso: dalla Cassina de Pomm a via Melchiorre Gioia, si passerebbe poi per Porta Nuova dove il canale, anche se sotterraneo, potrebbe essere comunque navigabile. Si spunta poi al Ponte delle Gabelle e alla Conca dell’Incoronata, per percorrere via San Marco, dove potrebbe tornare il laghetto e resterebbe comunque anche il mercato rionale tanto caro al quartiere. Via poi in battello su via Fatebenefratelli, stop in piazza Cavour, via Senato e avanti lungo la Cerchia interna dei Navigli fino a via Molino delle Armi, dove il tracciato vira a sinistra verso via Conca del Naviglio fino alla Darsena, dove si raccorda al resto della rete. Un percorso che in tutto dovrebbe durare tra i 5 e gli 8 minuti, volendo un’alternativa anche all’autobus, con alcune fermate e la valorizzazione di edifici e giardini della città, come l’Archivio di Stato e la Guastalla, da ammirare dalla barca. I lavori, assicurano i tecnici, non sfiorerebbero la prima falda acquifera. L’acqua necessaria verrebbe presa dalla Martesana. I tempi di realizzazione sono un po’ lunghi: «Per realizzare il piano – spiega l’architetto Boatti – abbiamo stimato tra i 7 e i 10 anni ». I costi delle opere sono calcolati intorno ai 220 milioni, più 55 di opere accessorie e altre spese funzionali più l’iva. Totale, 406 milioni. Un progetto comunque che potrebbe essere avviato anche per lotti, se non si trovassero tutti i fondi. «Questo progetto ci dice come i Navigli possono essere riaperti quando ci sarà la disponibilità economica per farlo », dice il vicesindaco con delega all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris. (i. c.)

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