Archivi categoria: Young & Education

Ripartiamo dalle startup?

Basta dire sempre no e pensare in negativo!
Leggi e condividi la storia che trovi in questo post!

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Diritto di voto

Oggi più che mai , ed in primo luogo per i giovani, vale molto la pena riflettere sul grande valore del diritto di voto!
Anche un bel film può aiutare a non calpestare la Storia!

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Per la Istruzione facciamo come la UE ?

Per la #Cultura la nostra spesa è in linea con quella UE anche se la ricchezza del nostro patrimonio non è commisurabile con quello di nessuna nazione.
Per la Istruzione invece abbiamo molta strada da fare! Per i nostri dicenti vogliamo stipendi europei e orari europei!

Milano, scuole aperte fuori orario! Best practice da replicare!

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Milano
Il caso Milano fa scuola ,aule aperte fuori orario anche nel resto d’Italia
Laboratori, musica e sport quando gli alunni se ne vanno Il preside-pioniere del Cadorna spiega al governo come fare.
Il modello milanese di “scuola aperta” da esportare negli istituti di tutta Italia.
Con le aule dove di mattina studiano i bambini messe a disposizione la sera per incontri culturali e cineforum, le palestre che accolgono lezioni di danza e yoga, e le biblioteche che diventano un luogo di studio anche per i più grandi. Sarà ascoltato oggi alla Camera, in commissione Istruzione, Giovanni del Bene, l’ex preside del comprensivo Cadorna ora a capo dell’ufficio “Scuole aperte”, il quartier generale nato l’anno scorso a Palazzo Marino in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale con l’obiettivo di aiutare asili, elementari e medie a organizzarsi per trasformare i propri spazi in luoghi di incontro per la città quando gli alunni non sono in classe. Un progetto nato nel 2012 che ora potrebbe diventare un esempio da estendere a livello nazionale. A oggi, a Milano, sono una trentina gli istituti coinvolti: oltre alla Cadorna — che ha fatto da apripista per tutti con le sue aule aperte da anni fino a tardi, anche durante le vacanze di Natale, per attività di ogni tipo — ci sono per esempio la Rinnovata Pizcabili zigoni e la Calasanzio, la Casa del Sole e il comprensivo Mameli. «Non esiste un modello unico in questo momento — spiega Del Bene — ma l’obiettivo per tutti è diventare un punto di riferimento per la vita del quartiere». Dietro al progetto, l’assessorato al Benessere e al Tempo libero di Chiara Bisconti in collaborazione con quello all’Istruzione di Francesco Cappelli. «Abbiamo deciso di partire dal basso, andando a studiare quelle scuole che già in città sono sinonimo di apertura quasi permanente, per poi introdurre un cambiamento culturale che renda loro repli- modelli culturali in altri plessi scolastici », spiega la Bisconti in un documento che verrà letto oggi alla Camera. Fra i Comuni che hanno già manifestato interesse per seguire le orme di Milano, quello di Roma. Per le scuole milanesi, il passo successivo è un “patto territoriale” che coinvolga i presidi delle scuole, i consigli d’istituto, le associazioni del terzo settore, e i Consigli di Zona per stabilire insieme i bisogni del singoli quartieri. «Un attore fondamentale, poi, sono i genitori — precisa Del Bene — che possono costituire associazioni legalmente riconosciute e diventare un partner privilegiato per la promozione di queste attività: in questo modo l’utenza può affiancare la scuola e creare un valore aggiunto, sia come risorsa di carattere materiale, sia come ampliamento dell’offerta formativa». Per coinvolgere gli istituti che ancora non si sono mossi, poi, il Comune pubblicherà a breve un bando che utilizza parte dei fondi ministeriali della legge 285 per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per aiutare le scuole elementari e medie ad aprirsi al territorio.

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Generazione stage. Bicchiere mezzo pieno o vuoto?

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Per noi, lo  sapete, il bicchiere è sempre mezzo pieno.

Per voi?

La generazione stage chiede lavoro vero

ALESSANDRO ROSINA
Nei paesi più competitivi il capitale umano delle nuove generazioni è considerato il carburante più prezioso per alimentare il processo di crescita. Noi invece lo disperdiamo e lo sottoutilizziamo, non dotando le nuove leve di strumenti adeguati. Eppure, nonostante la frustrazione per le maggiori difficoltà che incontrano rispetto ai coetanei del resto d’Europa, la disponibilità dei giovani a essere attivi rimane elevata. Interessanti sono, a questo proposito, i dati sugli stage raccolti dal “Rapporto giovani” dell’Istituto Toniolo, presentati e discussi lunedì scorso all’interno dell’evento “Best stage 2015” organizzato da “La Repubblica degli Stagisti”. I risultati dell’indagine, condotta su un campione rappresentativo di 1.660 persone tra i 20 e i 32 anni, evidenziano come lo stage sia oramai ampiamente accettato come tappa obbligatoria prima di accedere pienamente al mercato del lavoro. Sulla sua utilità l’atteggiamento è però ambivalente: l’83% pensa che si presti a essere uno strumento di sfruttamento, mentre una percentuale quasi analoga, pari al 78%, lo considera comunque una importante modalità di formazione e preparazione per il mondo del lavoro. La gran parte dei giovani non lo vede negativamente ma usato troppo spesso male. A conferma, elevatissima è la quota, pari al 94%, di chi pragmaticamente afferma che lo stage può essere ottimo o pessimo a seconda delle condizioni offerte. L’Italia per le nuove generazioni è insomma come uno stage: un Paese non necessariamente ostile alle nuove generazioni, ma senza una chiara idea di come utilizzarle al meglio. Twitter@AleRosina68